lunedì 30 giugno 2008

"A mare"? O "al mare"?

La domanda è di quelle che forse andrebbe bene su "Cercasugoogle". Me la pongo perchè mi faceva notare la differenza ieri mia moglie : "com'è che voi del sud dite 'vado a mare' " e qui al nord dicono "vado al mare"? La mia prima risposta è stata di carattere psicologico... ho pensato che io vado "a casa", ma poi vado "al lavoro", "al supermercato" e ho detto "Io nato in una città di mare, che sin da piccolo ho visto lo Jonio dalla finestra di casa e vivo la sua assenza come l'assenza di una persona cara, è ovvio che dica vado a mare. Chi invece abita lontano dalle spiagge, per cui l'andarvi è un vero è proprio viaggio usa in maniera naturale l'espressione al mare"... All'Accademia della Crusca sembra non la pensino così, almeno in base a quello che leggo qui e io dovrei correttamente dire vado al mare... La sostanza del mio dubbio però non è tanto lo specifica dubbio linguistico, quanto il fatto che la mia conoscenza dell'italiano è, forzatamente, viziata dall'espressioni locali della zona in cui sono nato e cresciuto. Quante saranno le espressioni imprecise che uso e di cui non mi rendo conto? Forse dovrei anche io andare a risciacquare i panni in Arno? Certo a guardare il colore che ormai ha assunto quel fiume non so quanto mi gioverebbe...

giovedì 26 giugno 2008

31 ottobre...

No, questo non è un post fuori stagione: 31 Ottobre è un romanzo di un giovane scrittore Bolognese Glauco Silvestri, un thriller che si svolge tutto in un solo giorno a Bologna. Non vi dirò qui se il romanzo è bello o brutto (anche perchè non l'ho ancora letto). Ho conosciuto però Glauco ieri sera alla presentazione del suo romanzo e vi dirò invece che il suo entusiasmo e il suo amore per la scrittura sono contagiosi, al punto che stanotte sognavo di avere in mano una copia del suo romanzo in una specie di giungla tropicale. Mi muovevo fra foreste, alture, paludi sempre tenendo in mano quel volume. E quando ad un certo punto ero costretto a guadare un corso d'acqua, tenevo il libro sollevato ben in alto, come i soldati dei vecchi film di guerra con i loro fucili, affinchè non si bagnasse... Forse  non vi dirò se il romanzo mi è piaciuto o meno  neppure dopo averlo letto: non è fra gli scopi di questo blog esprimere giudizi. Vi dirò invece che  ad un giovane scrittore con una tale carica una possibilità dovreste dargliela... non vorrete mica che il suo romanzo venga a trovare in sogno anche voi?

sabato 21 giugno 2008

Controllori: speed...

Manto e Giò, agenti dell'SSCB (Servizi Segreti Controllo Biglietti del bus), attendevano speranzosi alla fermata. Sul prossimo bus, sperava Giovanna "Giò" Panettiere, non avrebbe trovato nessuno privo di biglietto. Sul prossimo bus, ne era certo  Franco "Manto" Mantello, avrebbe battuto il record personale di multe fatte. Si sbagliavano entrambi: il bus sfrecciò davanti a loro ad una velocità folle. Non accennò nemmeno a fermarsi. Deve avere il freno rotto, pensò Giò. L'autista si sarà accorto che qualche bella ragazza non ha obliterato. Vorrà salvarla dalla multa per provarci con lei, decise Manto.
Quando si era alzato quella mattina, Guido aveva la chiara sensazione che avrebbe fatto bene a rimanere a dormire. Guido credeva nei segni destino: la corrispondenza fra il suo nome e il suo mestiere di autista ne era la prova. Nonostante questo era uscito al solito orario per andare a prendere servizio, perchè era anche fermamente convinto che al destino non ci si potesse opporre. Così, quando l'uomo gli aveva puntato una pistola alla tempia dicendogli "Accelera. Corri più che puoi. Corri più di quanto tu abbia mai corso con questo bus", non si era stupito più di tanto. La visione fugace di Manto e Giò alla fermata lo rincuorò. Erano i migliori. Erano gli unici in grado di aiutarlo. Erano piccoli piccoli nello specchietto retrovisore ormai. "Bisogna fermarlo" disse Manto reprimendo un brivido al pensiero dei danni che avrebbe potuto provocare quel bus: centinaia di persone in tal modo rischiavano di salvarsi da una sua multa. L'angoscia gli si dipinse sul volto. Giò provò a consolarlo: "vedrai, si salveranno...". "E' quello che temo" rispose Manto e fermò al volo il bus successivo. "Lasciami guidare" intimò all'autista. Era contro ogni regola, ma nessun autista avrebbe mai osato opporsi ad un ordine di Manto. I due bus sfrecciavano per le strade della città: due giganti arancioni incuranti di traffico e semafori. Ogni incrocio era un incidente evitato. Ogni fermata saltata erano centinaia di parolacce pronunciate in decine di lingue diverse. Giò mantenne la calma: prese a controllare i biglietti. "Tu, come mai non hai il biglietto?" "Ma Giò, che dici, io sono l'autista di questo bus. Ho ceduto il posto a Manto per l'inseguimento..." "Poche storie: non stai guidando, quindi sei un passeggero. Se non hai il biglietto devi pagare la multa..." Manto ascoltando quel discorso pensò che Giovanna era davvero adorabile. Una volta o l'altra avrebbe dovuto chiederle di uscire. "Manto, non ti distrarre", urlò Giò, "stai perdendo terreno" Manto si accorse di aver rallentato. Premette di nuovo sull'acceleratore e disse "Tranquilla Giò. Hai visto che bus è quello?" "Il 4512" "Esatto. Ed al 4512 non viene fatta la manutenzione da almeno due anni. Non potrà andare avanti per molto" Non aveva nemmeno finito la frase che il bus in fuga si bloccò. "Perchè l'hai fatto?", stava dicendo il poliziotto al dirottatore. "Ecco...non avevo il biglietto ed un amico mi avevo avvisato che a quella fermata c'erano Giò e Manto" "E tu rischi di uccidere tutta quella gente per non prendere una multa? Rispondi!" "Agente...lei non ha mai preso una multa da quei due vero? Altrimenti mi capirebbe..." Il poliziotto si allontanò ringraziando la coppia di controllori. Loro rimasero a guardarsi in silenzio. Quello che aveva detto l'uomo era rimasto in sospeso fra loro. Qualcuno aveva tradito. Il male serpeggiava all'interno dell'SSCB. Toccava a loro fare pulizia... Fine seconda puntata

giovedì 19 giugno 2008

Almeno un’altra volta il sole

In effetti non guardavo la strada in quel momento. Ma si è trattato solo di un attimo di distrazione... era una strada di campagna…non c’erano altre auto né passanti in vista…e poi non potevo immaginare che quel pipistrello che mi è spuntato davanti all’improvviso… Sapete, ero venuto in vacanza qui da voi perché…ecco…non ci credevo. Nel mio paese ne parlavano tutti i telegiornali. Ma davvero mi sembrava impossibile. Non poteva essere che una burla. Su, siamo seri, dicevo. Ovunque ci si lamenta dei propri governanti… diciamo tutti che non fanno altro che succhiare il sangue ai contribuenti. Ma un paese governato dai Vampiri…chi potrebbe crederci se non lo vedesse con i propri occhi? Prima bisognerebbe davvero credere che esistano i Vampiri. No…non occorre mi mostriate i canini… sul serio …ora vi ho visti…è per quello che mi ero distratto…uno di voi che succhiava sangue ad un uomo. Lì, in mezzo agli alberi…no davvero non c’è alcun giudizio negativo in queste mie parole…lo so era uno straniero…lo so: noi stranieri siamo stati avvertiti! Non dobbiamo venire qui…nemmeno noi turisti siamo i benvenuti… sicuro, non ho dubbi, che voi non vi nutrireste mai di un vostro connazionale. … I connazionali li proteggete. E’ per questo che vi hanno eletto Libere elezioni, lo so. La democrazia ha sempre ragione. Avevate promesso e avete mantenuto: niente più tasse in denaro. Solo prelievi di sangue. Basta recarsi in un Pronto Soccorso. E’ meno cruento che un vostro morso e poi il sangue si rigenera, il denaro no… Ovvio che se poi qualcuno viola la legge, la multa si paga con il sangue bevuto direttamente dal collo… è così vero? Per i reati gravi c’è la trasformazione in vampiri come voi. Così dicono i nostri giornali. … Ma certo che è tutto regolare. L’ha voluto il popolo certo… Dicono anche che siete pronti ad invadere i paesi vicini. Ma no, davvero secondo me fate benissimo…è solo per esportare la vostra antica civiltà…essere uniti nella stirpe dei Vampiri non può che migliorare le condizioni del nostro mondo…ovvio, quei pochi giornalisti che ce l’hanno con voi, fanno solo l’interesse dei Lupi, non certo degli uomini. Perché esistono anche loro, vero? I Lupi Mannari Già Per gli umani la scelta è schierarsi con voi…bastano tre morsi…oppure possono rimanere neutrali. Ovvio: potrebbero anche scegliere di unirsi ai Lupi…ma perché entrare a far parte dei perdenti…meglio pensarci bene! Giusto! Una scelta come questa è per sempre… Ecco è appunto per questo che io vorrei avere il tempo di rifletterci. Non è che non mi piaccia l’idea di diventare come voi…certo sarei quasi immortale…ma ci sono cose che io adoro e a cui dovrei rinunciare se diventassi un Vampiro. Andare al mare a prendere il sole…mangiare…amare…sì capisco, si è vero, l’ho investito ma pensavo di aver colpito solo un animale…sicuro: sono convinto che per un reato così grave questa punizione è giustissima…trasformare per rieducare…ma se mi lasciaste tornare nel mio paese parlerei bene di voi…sapete sul piano internazionale non siete così simpatici e avere qualcuno che si adoperi a spiegare le vostre ragioni…no vi prego…almeno aspettate domani…lasciatemi guardare almeno un’altra volta il sole...

venerdì 13 giugno 2008

Cerca su google...

Tempo fa avevo scritto un post sugli argomenti più cercati su questo blog. Francesco è andato oltre e si pone l'obiettivo di rispondere a tutte le domande più assurde che lasciano traccia sulle statistiche dei blog. Cito dal suo disclaimer: "Se avete un blog probabilmente sballate a guardare le vostre statistiche. Se lo fate, la cosa con cui sballate di più è controllare le chiavi di ricerca con le quali si arriva al vostro blog. CercaSuGoogle cerca di dare una risposta ad alcune tra le domande che io o qualche gentile amico abbiamo trovato nelle stats di altri nostri blog." A me l'idea sembra geniale. E a voi? Ecco il link: http://cercasugoogle.wordpress.com/

Umiltè...

Da un po’ di tempo nella blog-sfera un “personaggio” che pretende di essere il nuovo grande autore del fumetto italiano ha cominciato a rompere le blog-sfere a molti autori professionisti di fumetti accusandoli di impedire a lui di accedere al mondo del fumetto professionale e rendere manifesto al mondo il suo grande talento. Non darò il link del suo blog, che già riceve molte più attenzioni di quante meriterebbe (fosse per me i suoi post non dovrebbero ricevere nemmeno un commento). Se ne parlo in questa sede è perché in uno dei suoi ultimi post ha proposto una sua idea per un ipotetico soggetto di Dylan Dog, che proprio per l’attenzione che il blogger ha creato attorno a sé (a forza di urla e di insulti), si è guadagnato una serie di consigli e commenti da parte di molti professionisti del settore (fra cui Paola Barbato) Insomma, visto che non tutto il male viene per nuocere ne viene fuori un interessante serie di suggerimenti dati da persone che hanno solide capacità ed esperienza da vendere e che fanno risaltare le ingenuità, gli errori che sono presenti nello scritto di un non-professionista. Mi veniva in mente che ciò che manca in alcuni aspiranti scrittori (ma non in tutti) è l’umiltà di pensare che ciò che si scrive è lontano dalla perfezione e c’è sempre spazio per crescere e migliorarsi. Ma ciò che manca molto più spesso è la possibilità di confrontarsi con chi potrebbe davvero indicare la strada da percorrere per migliorare. Mi vedo nella mia stanza a scrivere con la gioia di farlo, leggere ciò che ho scritto, ri-leggere e poi affezionarmi tanto e, complice la mia inesperienza, farmi sfuggire gli errori e i difetti su cui dovrei lavorare per davvero … Insomma quanto potrebbe migliorare il lavoro di chi prova ad imparare a scrivere e quanto potrebbe essere più facile avvicinarsi alla pubblicazione se si avesse a disposizione qualche piccolo aiuto da parte di chi è in quel mondo da molto più tempo invece che delle lettere prestampate di rifiuto?

giovedì 12 giugno 2008

Il gusto di leggere...

 Un paio di anni fa alcuni amici mi chiesero "che ti regaliamo per il compleanno?" "Mi piacerebbe il ricettario di scrittura creativa di Giulio Mozzi" risposi. Una mia amica, laureata in lettere, mi prese da parte e mi disse: "so che ti piace scrivere, ma perchè vuoi un libro del genere? A che potrà mai servire un libro del genere?" E in verità sono in tanti che inorridiscono a sentire parlare di manuali di scrittura creativa, probabilmente associandoli a quei libri di autoaiuto che promettono di insegnare come smettere di fumare, affermare sé stessi, crescere un figlio perfetto... L'equivoco forse è nel termine "scrittura creativa" che fa pensare, a chi ne è a digiuno, che l'intento di simili manuali sia insegnare la creatività. Quello su cui non si riflette spesso è che per diventare pittori bisogna imparare a tenere in mano un pennello, a creare la prospettiva, a rispettare le proporzioni non fosse altro poi che per scardinare e personalizzare tutti questi elementi. La stessa cosa vale per la scrittura. In effetti, da quando ho cominciato ad approfondire quest'argomento, mi rendo conto di tanti errori ed ingenuità che commettevo nei miei primi scritti. C'è però una controindicazione... Più prendo coscienza delle questioni che riguardano stile, narrazione, punto di vista da cui si racconta una vicenda, infodump ecc, e più accorgo che per me il piacere della lettura viene intaccato sempre più dalla tendenza a guardare ciò che vi è sotto: una sorta di radiografia dei romanzi che leggo... Certo questo mi aiuta a migliorare la mia scrittura: ma se un giorno mi rendessi conto che scrivere non mi porta da nessuna parte e decidessi di lasciar stare e mi accorgessi di aver solo  rovinato uno dei piaceri fondamentali della vita?

lunedì 9 giugno 2008

Partenze...

Partire e veder partire: so che suonerò un pò monotono, visto che questo tema ricorre su queste pagine virtuali...ma ieri mi ho salutato una mia amica che sta per lasciare Bologna per tornare nella sua città. Di fronte alle sue lacrime non sono riuscito a trattenere la commozione. Lei ama tanto la sua città, ma ognuno dei pezzi di vita che lasciamo in giro ci cambia sempre un pò e ci resta dentro. Non è un caso che in inglese "to leave" significhi sia partire che lasciare.   Ciao Ila : stai sicura che verremo a trovarti prestissimo. Tanto lo sai che, anche se sei lontana, per noi rimani cara assai...

mercoledì 4 giugno 2008

Segnalazione...

Se siete aspiranti scrittori, troverete in questo post (sul blog http://fantasy.gamberi.org/) un interessante mini-corso di scrittura. L'analisi che fa l'autrice è sintetica, arguta ed intelligente. Lei dice si applichi alla letteratura di genera, ma probabilmente anche chi vuol scrivere "narrativa letteraria", farebbe bene a dare un occhiata ai consigli che vengono dati qui. Buona lettura

martedì 3 giugno 2008

Sogni vividi


Qualche mese fa ho aperto questo blog con un post sui miei sogni.
In questi giorni, forse complice qualche ora di sonno in più, ho fatto sogni particolarmente vividi e vivaci. Per non essere noioso con eventuali lettori però mi limiterò a qualche flash onirico :
- un bassotto lungo come un serpente e a strisce orizzontali gialle e blu (no, non sono tifoso del Parma) e ovviamente parlante (gli animali parlanti frequentano spesso i miei sogni, ma davvero non capisco il perchè)
- un ristorante in cui ero a pranzo troppo vicino all'aereoporto: e quando dico troppo intendo che dovevo abbassarmi per evitare di essere decapitato dagli aerei in partenza
- un mercante d'arte che voleva convincermi a diventare suo socio in affari e per dimostrarmi le sue capacità si trasfomava in artista moderno: prendeva allora un mio poster di Topolino (mai posseduto un poster simile), cominciava a dipigengerci sopra con degli acquerelli poi lo lanciava nel mezzo di un giardino pubblico e sotto gli occhi esterrefatti dei presenti cominciava a versarci sopra secchiate di vernice...
Se siete arrivati fin qui forse vi starete chiedendo perchè ne parlo sul blog. Forse perchè i sogni sono un ottima materia prima per la scrittura o semplicemente perchè mi piace raccontare i miei sogni più di quanto ai miei amici piaccia ascoltarli...
L'immagine è stata presa da qui