...i rumori si attenuano, sia fuori che dentro, ed è tempo di leggere, scrivere, sognare...
lunedì 29 settembre 2008
Il modo giusto
giovedì 18 settembre 2008
Come neutralizzare i fantasmi...?!?
Una delle chiavi di ricerca che trovo più spesso sul mio blog è "calzini puzza".
Dato che davvero non capisco davvero cosa cerchino questi misteriosi visitatori, ho digitato queste due parole su google. Immaginavo di trovare qualche sito porno legato qualche strana perversione legato alle calze puzzolenti).
Invece mi sono abbattuto nientepopodimeno che in un "ghostbuster"!
Il titolo del post era:
SE MAGO MANDA A DISTANZA L'ODORE DEI SUOI CALZINI si potrà fare l'analisi del DNA...
E, badate bene, il gestore del blog non è un simpatico buffone che si è inventato un sito umoristico ma qualcuno davvero convinto di ciò che scrive (guardare per credere!).
Ora io sono uno scettico di natura, lo ammetto. Però sfido anche persona meglio disposte di me nei confronti del paranormale a non ridere sul serio leggendo consigli come :
- "Usare un ventilatore per allontanare i fantasmi" (speriamo che i fantsmi vengano a trovarmi ad agosto, così prendo due piccioni con una fava)
- "Per non essere colpiti da sotto il letto mettere un telo di plastica sotto il lenzuolo di sotto." (frase che gareggia con sotto la panca la capra campa) "oppure dormire per terra"
- O ancora peggio: usare l'aglio come supposta!!!! (in realtà dopo aver dormito a Dicembre per terra con il ventilatore acceso, immagino avrei bisogno di ben altre supposte...)
Disse Voltaire : "Non sono d'accordo con quel che dici, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa continuare a dirlo".
Ma questo principio vale anche quando le parole che tu dici sono vettrici di ignoranza?
Identità...
Una riflessione al volo.
Livia si chiedeva sul suo blog:
"Di anno in anno le foto raccontano una storia fatta di piccoli e grandi mutamenti;
...
Tra quanto non mi riconoscerò più?"
Mi viene in mente, a tal proposito, che pensando a noi stessi, usiamo sempre le parole corpo ed anima. In questo modo però trascuriamo ciò che più ci identifica come esseri viventi: l'informazione che ci portiamo dentro.
Se un sasso si scheggia rimarrà scheggiato.
Se mi taglio, il mio corpo cercherà in ogni modo di riparare il danno: nel DNA, porta infatti la conoscenza che gli permette di mutare gli atomi che lo costituiscono, ma conservare sempre la propria forma. Anche l'invecchiamento è scritto nel software che ci portiamo nelle cellule.
Un sasso porta certo in sè la Storia di milioni di anni. Ma non lo sa.
Il mio cervello accumula ogni giorno esperienze e nozioni.
Ecco perchè se guardo la mia foto da bambino riconosco il bimbo che ero e lo sento così vicino a chi sono adesso.
Certo che a guardarla quella foto, col grigione e la poltrona anni '70, si vede quanto sia cambiato il mondo da quando ero piccolo...
Forse diventerò vecchio, non quando non potrò più riconoscere la mia immagine, ma quando non riconoscerò più il mondo attorno a me ("si stava meglio quando si stava peggio" e discorsi simili...)
martedì 9 settembre 2008
Imprecisioni...
Ho rivisto ultimamente le prime quattro puntate di X-Files ("coscienza : ma non avresti fatto meglio a scrivere, che già il tempo che hai per farlo è così poco?").
Non voglio qui parlare della serie, ma di due grossi errori che mi hanno colpito negativamente in questa seconda visione.
Per chi non sapesse nulla di questo, ormai mitico, telefilm, dico solo che i protagonisti sono due agenti dell'FBI (Fox Mulder e Dana Scully) che indagano su casi inspiegabili. Lui è un sostenitore del paranormale, mentre lei (laureata in medicina) cerca sempre la spiegazione razionale ed è convinta che la scienza possa spiegare sempre tutto.
Nella prima puntata della serie, di fronte al presunto passaggio di un disco volante, Fox afferma "abbiamo perso 8 minuti. Quando vengono avvistati UFO, il tempo scompare"
Scully allora comincia ad urlare che non è possibile perché "il tempo è una costante universale".
Ora tralasciando l'UFO, quello che dice Scully è vero nella concezione scientifica di Newton!
Nel frattempo però è passato dal mondo un certo signor Albert Einstein. Ora sappiamo che il tempo è relativo e la costante universale è la velocità della luce. E Scully, che rappresenta la donna di scienza, non può non saperlo.
Qualche puntata dopo (nella quarta per la precisione) un bambino, venuto in contatto con gli alieni, guardando una TV su cui scorre del rumore bianco, traccia su un quaderno sequenze di 1 e 0.
Queste sequenze fatte interpretare ad un laboratorio informatico, risultano essere: un pezzo di un programma di un satellite militare, una piccola parte dell'uomo Vitruviano, un brano di non ricordo quale opera, una parte di DNA, ecc.
Ora, permettetemi un pò di scetticismo: sono convinto dato un brandello di codice binario, senza ulteriori informazioni, considerando il numero di codifiche possibili, sia davvero difficile, se non impissibile, risalire alle informazioni di origine.
Provate a togliere l'estensione ad un file di Word sul vostro computer e poi ad aprirlo. Cosa vi risponde?
Dove voglio arrivare?Di fronte a simili imprecisioni, in una serie, che pure ho tanto amato, ho provato una violenta sensazione di fastidio. L'autore stava rompendo il patto con me spettatore e la mia sospensione dell'incredulità era messa a dura prova.
Ecco perché credo sia importante conoscere ciò di cui si scrive e non considerare la scrittura con superficialità, come il solo sfogo di ciò che mi passa per la testa. Se voglio che qualcuno mi legga, devo rispettare la sua intelligenza!
(io: vedi che non stavo perdendo tempo, ma stavo riflettendo sulla scrittura?"
coscienza: ripensandoci , per il bene degli altri è meglio che smetti completamente di scrivere e guardi solo tv...).
venerdì 5 settembre 2008
O Puglia Puglia mia...
Ho ancora negli occhi distese sterminate di ulivi, terra rossa, pianura in qualunque direzione si estenda il mio sguardo, acqua limpida, vigne da cui pendono infiniti grappoli di uva matura...
E purtroppo ho ancora nel naso quell'odore di benzina che invade così spesso la mia città. Perchè si parla tanto dell'ILVA a Taranto. La ricorda anche Caparezza nella sua "Vieni A Ballare In Puglia" : Abbronzatura da paura con la diossina dell'ILVA. Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa). Ma non c'è solo lei ad avvelenarci.
Quasi ogni giorno, durante la mia permanenza estiva, un odore nauseabondo e soffocante dalla raffineria invadeva le strade del centro.
Me l'ero scordato, ma mi ha accolto già mentre il treno passava per la zona industriale alle porte di Taranto ed una signora pochi posti più in là mi ha sorriso amaramente e mi ha detto "siamo arrivati".
Ho ancora nelle orecchie la rabbia della Mia Armonia, che mi chiedeva "ma come potete accettare una situazione del genere? Perché non vi ribellate?"
Già. Perché?
Perché quelle industrie danno anche da mangiare? Un cibo tossico, che piano piano avvelena la città. Perché la paura della fame è più forte? Forse perché l'unica ribellione che conosciamo è scappare via dalla nostra terra, pur col cuore a pezzi e come dice Caparezza :
"O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via e subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te."
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