venerdì 27 febbraio 2009

Errata corrige

Mi sono accorto solo ora che, per una errata impostazione dei caratteri il mio precedente post sulla "Trilogia fantasy di romanzi in tre parole", risultava illeggibile. Ora l'ho rimessa a posto. Correte a godervela nello splendore del technicolor...

giovedì 26 febbraio 2009

Fun cool: classifica finale


Interrompo brevemente il silenzio blog (ma dov'è finito il tempo? sarà rimasto incastrato nell'orologio?)  per segnalare la classifica finale del Fun Cool.
Complimenti al vincitore. Io sono arrivato quinto...ma a guardare bene i punti si tratta di un quarto posto a parimerito, ad un solo punto dal podio e, soprattutto, mi sono divertito.
Per chi non avesse voglia di andarselo a cercare, ecco il mio raccontino in una frase:
Pozza dei desideri Guardava la pozza d'acqua, bianca come i suoi capelli, e pensava che, se un ultimo desiderio si concede ai condannati, le auto, pietosamente, non l'avrebbero infangata: le importava solo di questo, mentre giaceva sull'asfalto... di questo e del perdono che avrebbe voluto i suoi nipotini concedessero a colui che l'aveva investita e poi lasciata lì a morire.

mercoledì 18 febbraio 2009

Trilogia dell’anello (forse) magico

Trilogia fantasy in tre romanzi, ciascuno di sei parole…compresi articoli e preposizioni

Volume 1 : La Ricerca dell'Anello Perduto

“L’anello?” “Nello stomaco del drago!”


Volume 2 : La Riconquista dell'Anello Perduto

Ucciso il rettile, recuperò il monile.


Volume 3 : Il Potere dell'Anello Perduto

Indossò l’anello…non accadde nulla…


Se vi chiedete perché la risposta è qui

E qui la trilogia fantascientifica in sei parole

Link alle immagini delle copertine: il drago, la lotta, l'anello

venerdì 13 febbraio 2009

Parola di Evangelisti

"Capirete in seguito, messo piede alla Tortuga. L'ultima fase è quella in cui la ferocia naturale è tradotta in filosofia. L'egoismo più sfrenato è spacciato come libertà, la spietatezza più estrema diventa norma di condotta morale. La belva che è in tutti noi non solo ferisce e uccide, ma cerca giustificazioni etiche alle sue malefatte." 

(da "Tortuga" di Valerio Evangelisti)

giovedì 12 febbraio 2009

Racconti in una frase

Piccola segnalazione per il simpatico concorso proposto da Gelo Stellato sul suo blog.
C'è ancora tempo per partecipare (il termine ultimo è domenica 15). Il regolamento è semplice. I racconti in gara invece li trovate qui.
Buon divertimento!

lunedì 9 febbraio 2009

Sculture misteriose...

La matricola ignara che entra la prima volta, da via Re David, nel Campus di Bari  non viene accolta  da un portinaio a cui poter chiedere informazioni, ma da una serie di misteriose sculture che decorano(?) il portico che conduce alla facoltà di ingegneria del Politecnico.
Cosa gli vorranno comunicare gli artisti e soprattuto gli amministratori che hanno deciso di esporre quelle opere (*)?  Non c'è nessuno accanto a lui a dirglielo. La sua ragazza, che lo ha accompaganto in quel giorno emozionante, ne è all'oscuro quanto lui.
Passo dopo passo però delle ipotesi cominciano a nascere nella mente del malcapitato. 
Il senso di quelle opere è forse: "sappiate che se cercavate qualcuno che avesse il senso del bello, avete sbagliato indirizzo". Oppure: "Insomma! Sarete ingegneri e le cose che produrrete dovranno avere uno scopo (nel caso in questione riempire degli spazi vuoti) e non essere attraenti per l'occhio."
Lo studente si guarda attorno, con un nodo alla gola. A quel punto nota una in particolare di quelle sculture. Due sfere. Una molto più grande dell'altra
La sua ragazza, ancora persa nel mondo dei sogni, gli dice: "Vedi! L'università si prenderà cura di te. La palla grande rappresenta la madre e l'altra è il suo cucciolo."
Lo studente però ha intuito l'amara verità: la metafora nascosta in quell'immagine è lo stato dello studente che entra il primo giorno a lezione (la palla piccola) e quello in cui sarà il giorno in cui finalmente lascerà quel politecnico...
 
(*)Non mi azzardo a dire d'arte, perché, in fondo chi sono io per dare la patente di arte? E se qualcuno ha dato la patente di artisti a chi le ha prodotte, ma chi l'ha preso a lavorare alla motorizzazione? 

giovedì 5 febbraio 2009

Giovani speranze (1)

Immagine di Il bizzarro mondo dei quanti
Cercavo da tempo un saggio divulgativo che riordinasse le mie idee vaghe sulla meccanica quantistica, quando mi sono imbattuto in libreria nel libro “Il bizzarro mondo dei quanti” di Silvia Arroyo. Attorno al volume era avvolta una fascetta che urlava qualcosa del tipo “Incredibile! Scritto da una diciassettenne”.  A rinforzare il concetto in quarta di copertina si leggeva: “Scritto prima dell'esame di maturità da una giovane di eccezionale talento, questo libro colma il vuoto esistente tra la letteratura divulgativa sulla fisica quantistica, che normalmente evita ogni formula matematica, e la letteratura specialistica, ben farcita, invece, di matematica avanzata.” Sarò sincero: per qualche istante ho esitato. In fondo cercavo un libro che mi spiegasse una delle teorie fondamentali della fisica moderna. Potevo fidarmi di una teen ager, quale guida di questo viaggio nella scienza? Ho aperto il volume, ho iniziato a leggerlo ed ho deciso che sì, mi sarei fidato. Ora a posteriori posso dire di aver fatto bene: il libro era preciso, rigoroso e, diversi gradini più su di molti saggi divulgativi (in particolare di quelli che, per conquistare un po’ di pubblico in più, danno più importanza al brio del linguaggio che al rigore delle argomentazioni… quelli, cioè, che si leggono come un romanzo). Certo, ho pensato poi, di teen-ager così non ce ne sono tanti in giro, se mi guardo attorno non vedo che… e lì mi sono reso conto e che in fondo, di trentenni che hanno la testa piena di fumo ce ne sono tanti in giro. Anche troppi.  Non ci voleva molto ad arrivare a questo semplice concetto (NdR che un po’ di fumo sia finito anche nella mia testa?): il valore di una persona, non dipende dall’età, ma dalla testa.  Non ci credete? Basta che vi guardiate in giro sulla rete. Vi imbatterete in tanti ragazzi ce ragazze che ancora prima di finire il liceo hanno grandi idee e le mettono in pratica. Ad esempio… (continua)

lunedì 2 febbraio 2009

Parola di Hemingway

«È ferma», gli disse il vecchio. «È troppo ferma. Non dovresti essere così stanco dopo una notte senza vento. Dove si dirigono gli uccelli?» Verso i falchi, pensò, che vengono in mare per cercarli. Ma non parlò di questo all’uccello che comunque non l’avrebbe capito e avrebbe saputo fin troppo presto dei falchi. «Riposati bene, uccellino», disse. «Poi vai e rischia quel che devi rischiare come qualsiasi uomo o uccello o pesce.»

(da 'Il vecchio e il mare' di Ernest Hemingway – traduzione di Fernanda Pivano)

Nota: la foto è presa da qui