Forse è la consapevolezza che difficilmente avrei trovato persone disposte a leggere quello che scrivo (tranne qualche parente e qualche amico) e ancora meni pronte a darmi un giudizio sincero su cosa va bene e cosa va male nella mia scrittura a spingermi lnel mondo dei piccoli concorsi on-line in cui mi cimento non tanto nell’ottica di competere quanto di migliorare.
Ecco allora un veloce aggiornamento sulle mie partecipazioni.
Se avete dubbi che in una singola frase possa entrarci una storia, non state considerando che una frase (intesa come “senza il punto in mezzo”) può essere lunga come quella con cui ho aperto il post.
Se ancora non ci credete, guardate il simpatico fan-cool concorso per racconti in una frase.
Il mio micro-racconto c’è già. Che aspettate a inviare il vostro?
Arriva inaspettato il quarto posto nell’edizione speciale di Minuti Contati… e non dico inaspettato per modestia, quanto per il fatto di aver potuto sfruttare solo 50 dei 100 minuti a disposizione… come si intuisce dai refusi che decorano il mio racconto.
Per il resto ho piazzato (per ora) tre racconti nella dodecimazione delle prime due batterie dei Corti. Presto vi aggiornerò anche sul racconto in 100 parole di Scheletri.
...i rumori si attenuano, sia fuori che dentro, ed è tempo di leggere, scrivere, sognare...
sabato 25 luglio 2009
giovedì 23 luglio 2009
Dall'Ipse Dixit al Google Dixit
Stralci di conversazione dal vivo: Bob preso da voglia di discussione filosofico-religiosa in forma di questionario (che tradotto significa… mancano due giorni e andiamo in vacanza, ma la voglia di lavorare ci è andata già)
Bob: – Per voi esiste Dio?
Carl: – È una domanda complicata…
Alice: – Non puoi liquidarla in due minuti
Bob: – Allora dammi una risposta complicata.
Carl: – Penso di sì...
Bob: – Vedi che era semplice? E com’è?
Alice: – In che senso?
Bob: – È un re seduto su un trono? La natura? Una luce intensissima?
Alice: – Ma non è importante…
Bob: – E qual è il senso della vita?
Alice: – Chiedilo a Google…
Poco dopo Bob in chat:
Bob: – L’ho chiesto a Google.
Carl: – Cosa?
Bob: – Qual è il senso della vita.
Alice: – E che ha risposto?
Bob: – La Verità è che il senso della vita esiste. Esso è lo sviluppo della coscienza qualitativo e quantitativo.
Carl: – Complicato! Roba da asceti. E se uno vuol fare il contadino, non riuscirà mai a sviluppare la coscienza e a dare un senso alla vita? Secondo me l'essere più felice che sia mai vissuto è stato un contadino in Australia a cui non hanno mai rotto le scatole. Aveva una bella moglie e un sacco di figli. Tutti bravi bambini che non gli hanno mai dato problemi seri…
Bob: – Chiediamolo a Google. Ecco dice: Pasolini era un polemico accusatore della società borghese, con un profondo amore per il mondo contadino, dove "sentiva" il senso della vita.
Alice: – Allora fare il contadino va anche meglio. Dobbiamo smetterla col nostro lavoro e fare i contadini.
Carl: – Chiedi a Google come si a diventare contadino?
Bob: – Google dixit: come si fa a diventare contadino? Beh, si va da un contadino e si chiede ‘mi prendi a lavorare con te?’
Alice: – Google risponde sempre.
Carl: – Che sia Dio?
Bob: – Per voi esiste Dio?
Carl: – È una domanda complicata…
Alice: – Non puoi liquidarla in due minuti
Bob: – Allora dammi una risposta complicata.
Carl: – Penso di sì...
Bob: – Vedi che era semplice? E com’è?
Alice: – In che senso?
Bob: – È un re seduto su un trono? La natura? Una luce intensissima?
Alice: – Ma non è importante…
Bob: – E qual è il senso della vita?
Alice: – Chiedilo a Google…
Poco dopo Bob in chat:
Bob: – L’ho chiesto a Google.
Carl: – Cosa?
Bob: – Qual è il senso della vita.
Alice: – E che ha risposto?
Bob: – La Verità è che il senso della vita esiste. Esso è lo sviluppo della coscienza qualitativo e quantitativo.
Carl: – Complicato! Roba da asceti. E se uno vuol fare il contadino, non riuscirà mai a sviluppare la coscienza e a dare un senso alla vita? Secondo me l'essere più felice che sia mai vissuto è stato un contadino in Australia a cui non hanno mai rotto le scatole. Aveva una bella moglie e un sacco di figli. Tutti bravi bambini che non gli hanno mai dato problemi seri…
Bob: – Chiediamolo a Google. Ecco dice: Pasolini era un polemico accusatore della società borghese, con un profondo amore per il mondo contadino, dove "sentiva" il senso della vita.
Alice: – Allora fare il contadino va anche meglio. Dobbiamo smetterla col nostro lavoro e fare i contadini.
Carl: – Chiedi a Google come si a diventare contadino?
Bob: – Google dixit: come si fa a diventare contadino? Beh, si va da un contadino e si chiede ‘mi prendi a lavorare con te?’
Alice: – Google risponde sempre.
Carl: – Che sia Dio?
venerdì 17 luglio 2009
Il dizionario dell’emigrante
Avrei dovuto intuire che l’italiano che si parla a nord è diverso da quello del sud (non parlo dei dialetti, ma della lingua nazionale) quando mio zio, che abita da una vita in Piemonte, mi chiese la prima volta “com’è?”, intendendo “come va?”, e io risposi “com’è cosa?”
Eppure le difficoltà di capirsi si sono rivelate solo quando mi sono trasferito a Bologna.
Una mia amica sostiene che il meridione comincia dove non ci si asciugai capelli col phon, ma col fono (che tra l’altro in Puglia va pronunciato con la o rigorosamente chiusa).
Quando mi chiedono: “Phon è un vento caldo! Perché vi ostinate a dire fono?”
Rispondo candidamente: “Perché fa rumore!” (Non è vero ma suona bene).
E, sebbene siamo perfettamente consci della differenza fra verbi transitivi e intransitivi e non sbaglieremmo mai nello scritto, siamo soliti dire: esci la carne dal frigo, mi scendi il libro?, sali la spesa per piacere.
Lo so che suona malissimo. Ma pensate a quanti secondi di vita si risparmiano rispetto a frasi come tiri fuori la carne dal frigo. L’hanno detto anche in un servizio del TG5: i settentrionali ci perdono un anno in tutta la vita perché non transigono sui verbi intransitivi…
C’è da dire che gli errori non li facciamo solo noi: per esempio a nord non conoscono l’uso del passato remoto. Per non parlare dell’odiosa abitudine di mettere l’articolo ai nomi di donna e quella ancora peggiore di accorciare tutto: cognomi (il giovane Alessandro Manzoni sarà di certo stato soprannominato dagli amici il Manzo), parole (ci diamo un appunta, è un film peso) e frasi idiomatiche come “raga la tange è murata” (che se non l’avete capito significa che sulla tangenziale c’è troppo traffico e non si passa).
E a questo punto i nordici si rimettono in pari sul conteggio degli anni persi… anzi passano in vantaggi se calcoliamo il tempo che risparmiano, non dovendo usare la fantasia per inventare i soprannomi.
Per inciso “è peso” e “la Francesca” sono le prime due espressioni che vengono travasate nel linguaggio dell’immigrato meridionale.
Ma non finisce qui…
domenica 12 luglio 2009
Il lato sbagliato delle nuvole
Pochi giorni fa, ho preso l’aereo per la prima volta.
“Tranquillo, è come essere in giostra al luna park.”
Ottimo: io odio le giostre!
In ogni caso ho stretto i denti e sono salito sul velivolo.
Posto vicino al finestrino.
Se devo aver paura, almeno mi godo lo spettacolo.
Mentre l’aereo si posiziona in pista, mi ripeto che in fondo sono un uomo di scienza. Faraday ha messo suo figlio in una gabbia di metallo e poi l’ha collegata alla corrente. Io non posso, certo, non fidarmi del teorema di Bernoulli.
Così, mentre l’aereo prende velocità e sento la gravità reclamare il suo dominio sugli uomini, mi ritrovo, a fare il tifo per Bernoulli in un immaginario derby contro Newton.
Bernoulli. Bernoulli.
La terra si allontana e Bologna diventa sempre più piccola.
Bernoulli. Bernoulli.
Ce l’avevamo fatta. Almeno fino all’atterraggio.
Alla fine mi sono convinto che davvero gli aerei decollano e atterrano. Così, quando in cielo mi sono trovato pochi metri sopra uno strato smisurato di nubi, ho lasciato perdere le mie paure e mi sono goduto la bellezza di un tramonto visto dal lato sbagliato delle nuvole.
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