mercoledì 22 febbraio 2012

Sulla scrittura (e su Fantaweb 2.0)



Alcuni dei miei amici lo sanno già, ma molti altri lo stanno scoprendo solo adesso: scrivo. Non romanzi (per il momento), perché scrivo la sera, dopo che mia figlia Chiara si è addormentata (e, nonostante sia piccola, non si addormenta dopo il carosello, e a volte, dopo sua madre) e perciò la produttività è molto bassa. Ma anche perché la scrittura si affina lavorando sui racconti.
Qualcosa è arrivata sulle pagine di libri. Non Mondadori, certo, ma di piccole case editrici. Chi fra voi non si è addentrato nei meandri dell’editoria, non sa che si tratta di un mondo che ha delle porte strette; e quando si intravedono scorciatoie ci si trova di fronte volpi che vogliono spennarti, facendoti pagare (tra l’altro cifre assurde) per pubblicare e ti raccontano che “persino Moravia si è pubblicato a pagamento”.
Così, quando si arriva sulle pagine di un editore onesto e appassionato evitando le trappole di cui parlavo poco fa, la soddisfazione è tanta, anche se l’editore non è uno dei quattro o cinque colossi che dominano le librerie e il libro si trova più facilmente ordinandolo direttamente all’editore che cercandolo in libreria.
Ecco perché sono così contento nella foto, con la mia copia di Fantaweb 2.0 fra le mani. E sono contento anche perché, secondo me, è un proprio bel libro.
Si tratta è un’antologia che mette insieme 11 autori (uno dei quali sono io, appunto) ed è nato in maniera singolare: da un incontro sul Web fra questi sconosciuti appassionati di scrittura, lettura e fantascienza. In ogni caso per chi è curioso di saperne di più il link è questo:

martedì 21 febbraio 2012

Fantaweb 2.0 è arrivato!


Non ho fatto in tempo ad annunciarlo ed eccolo fresco di stampa: "Fantaweb 2.0".

Incollo qui sotto il comunicato stampa dell'editore e poi vado a leggermi i racconti. Per maggiori notizie guardate qui: http://www.edizionidellavigna.it/collane/FER/010/FER010.htm


Internet: un luogo virtuale, quasi un non-luogo, ma ricco di fermenti e potenzialità. Dal ribollire di questo brodo elettronico di coltura (e di cultura), è scaturito un gruppo che si è lanciato nell’impresa di preparare un’antologia di fantascienza. Detto, fatto: ed ecco qui il risultato dei loro sforzi.
Racconti di fantascienza, anche se qualcuno è contaminato da altri generi, che affrontano vari argomenti: qualche autore ha preferito tematiche scientifiche/tecniche, qualche altro religiose; c’è chi si è occupato delle sorti ultime dell’Uomo, e chi si è spinto fino all’orrorifico.
Visioni ottimistiche e pessimistiche, scientifiche e umane, terrestri e aliene. Perché i gusti sono tanti, e tutti possano trovare in questo volume qualcosa di proprio gradimento.


Contiene i seguenti testi:
Matteo Ciccone - Prefazione
Angelo Frascella - La vita in un segmento
Stefano Andrea Noventa - Alter ego
Francesco Cotrona - Habemus Messiam
Matteo Gambaro - Labirinti
Massimo Ferri - Teorema sinfonico
Emanuele Gabellini - Jack Farner
Alfredo Mogavero - Come scarabocchi su una lavagna
Andrea Viscusi - Il senso della vita
Patrizio Frosini - Albert
Daniele Picciuti - Il viaggiatore
Alberto Cecon - Dalla culla alla tomba

lunedì 13 febbraio 2012

Fantaweb 2.0... coming soon...





Sapevo che l'editore era nella fase finale di lavorazione, ma, nonostante questo, vedere la pagina di presentazione dell'antologia (anche se ancora IN PREPARAZIONE) mi ha colto di sorpresa ed emozionato. Eccola qui.
Sì, lo so, molti storceranno il naso e diranno "uffa, l'ennesima antologia".
In effetti, quando l'editore accettò il progetto, ci disse che le antologie non vendono, gli autori italiani non vendono, la fantascienza non vende: dunque nulla vende di meno di un'antologia fantascientifica di autori italiani. E però, aggiunse che voleva pubblicarla lo stesso perché l'antologia gli era piaciuta.
E devo dire che anche io (che sono solo un pezzetto del puzzle) ne sono orgoglioso e non vedo l'ora di stringerla tra le mani, sperando che la scommessa di Della Vigna vada a buon fine e, una volta tanto, una fantascienza di antologia italiana possa vendere abbastanza da non fargli rimpiangere la scelta.


martedì 7 febbraio 2012

La verità. vi prego, su Facebook



C’è chi anche chi la “modernità” dei post precedenti fatica a capirla, come le persone un po’ più in là con l’età ma anche tutti i coloro per cui accendere un computer è un atto di violenza al mondo e a sé stessi.
Così in questi giorni di neve ci si divide fra coloro per cui la neve è il soggetto delle foto da mettere su Facebook e chi ha sentito parlare di questa strana abitudine e rimpiange le vecchie palle di neve.
È partita da qui una conversazione sull’autobus, l’altro giorno fra, un uomo e una donna fra i cinquanta e i sessant’anni.
Lei fa un commento sul figlio che perde tempo su Facebook.
Lui decide di svelarle uno dei misteri del mondo: “Ma lo sai tu, che i proprietari di Facebook prendono dieci euro per ogni persona iscritta?”
“Ah, però.”
“No, ma ci pensi? Fai il conto: con tutte le persone che sono iscritte a Facebook, questi guadagnano un sacco di soldi.”
“Vero.” Lei approva, ma con un tono di incertezza nella voce. Rimane un attimo in silenzio, poi chiede: “Scusa, ma chi è che li dà questi soldi a Facebook? Non mi pare che si paghi per iscriversi.”
Lui è preso in contropiede. Balbetta e intanto la sua mente elabora, cerca e finalmente trova la risposta: “Bè, le compagnie telefoniche! Sono loro che pagano Facebook. Dieci euro per ogni iscritto.”
Avrei tanta voglia di girarmi e di ringraziare quest’uomo per il buon umore che mi ha regalato. Ma lui cambia discorso: “Oh, ma lo sai che il sessantacinque percento dei disoccupati manda la domanda di lavoro alle biblioteche pubbliche.”
Beh, se lo dice lui…

PS. La foto dei Simpson di neve (ma solo la foto), l'ho fatta io nel cortile di Palazzo D'Accursio. Ovviamente per metterla su facebook