
Eppure le difficoltà di capirsi si sono rivelate solo quando mi sono trasferito a Bologna.
Una mia amica sostiene che il meridione comincia dove non ci si asciugai capelli col phon, ma col fono (che tra l’altro in Puglia va pronunciato con la o rigorosamente chiusa).
Quando mi chiedono: “Phon è un vento caldo! Perché vi ostinate a dire fono?”
Rispondo candidamente: “Perché fa rumore!” (Non è vero ma suona bene).
E, sebbene siamo perfettamente consci della differenza fra verbi transitivi e intransitivi e non sbaglieremmo mai nello scritto, siamo soliti dire: esci la carne dal frigo, mi scendi il libro?, sali la spesa per piacere.
Lo so che suona malissimo. Ma pensate a quanti secondi di vita si risparmiano rispetto a frasi come tiri fuori la carne dal frigo. L’hanno detto anche in un servizio del TG5: i settentrionali ci perdono un anno in tutta la vita perché non transigono sui verbi intransitivi…
C’è da dire che gli errori non li facciamo solo noi: per esempio a nord non conoscono l’uso del passato remoto. Per non parlare dell’odiosa abitudine di mettere l’articolo ai nomi di donna e quella ancora peggiore di accorciare tutto: cognomi (il giovane Alessandro Manzoni sarà di certo stato soprannominato dagli amici il Manzo), parole (ci diamo un appunta, è un film peso) e frasi idiomatiche come “raga la tange è murata” (che se non l’avete capito significa che sulla tangenziale c’è troppo traffico e non si passa).
E a questo punto i nordici si rimettono in pari sul conteggio degli anni persi… anzi passano in vantaggi se calcoliamo il tempo che risparmiano, non dovendo usare la fantasia per inventare i soprannomi.
Per inciso “è peso” e “la Francesca” sono le prime due espressioni che vengono travasate nel linguaggio dell’immigrato meridionale.
Ma non finisce qui…





