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lunedì 17 giugno 2024

Criptoterrestri e criptogiornalisti

 



Sta girando parecchio la notizia di un articolo "scientifico" pubblicato da ricercatori di Harvard secondo cui "gli alieni sarebbero tra noi".


Invece di leggere i post dei quotidiani ("seri"!) vale la pena dare un'occhiata all'articolo, che trovate tranquillamente su ResearchGatesu ResearchGate.

Risulta che:
  • l'articolo è pubblicato su "Philosophy and Cosmology", giornale nel cui comitato editoriale vi sono folosofi e teologi, ma nessuno fisico o astrofisico (come potete vedere qui: http://ispcjournal.org/editorial-board/)
  • gli autori sono uno psicologo, un esperto di metafisica e un antropologo che fra le sue skill ha "UFO"
  • l'articolo non porta alcuna prova concreta a sostegno della tesi "criptoterrestre", ma solo cose come la mitologia, le testimonianze prese da una bibliografia degna di Fox Mulder, i limiti della conoscenza umana...
  • alla fine dei loro ragionamenti gli autori si limitano a invitare a mantenere la mente aperta nei confronti delle ipotesi 
A me piacerebbe scoprire che non siamo soli nell'universo, ma qui siamo di fronte solo a fuffa, purtroppo, che i giornali si limitano a strombazzare per acchiappare qualche link in più...

giovedì 14 aprile 2016

Si può salvare il nostro pianeta?

Siamo nel bel mezzo di un’emergenza ecologica che minaccia di cambiare, in pochi anni, il nostro mondo. Non se ne parla molto. Anzi, ho la sensazione che se ne parlasse molto di più quand’ero piccolo. All'epoca ero sensibile ed estremista, come tutti i bambini e litigavo con mia madre perché aveva una pelliccia, dicevo che appena grande mi sarei iscritto al WWF ed ero convinto che, da grande, avrei votato i Verdi.
Poi sono cresciuto e ho capito che il mondo è molto più complesso degli slogan di cui riempiamo la testa dei bambini. Non che la mia “sensibilità ecologica” sia svanita del tutto, ma ho capito che non basta pronunciare uno slogan, né dire che qualcosa non va bene senza proporre un’alternativa applicabile, e che non si può credere alle favole (la fonte magica di energia pulita di alcuni film o dei complottisti) perché vale sempre il secondo principio della termodinamica.
Sta di fatto che l’emergenza ecologica esisteva quand’ero piccolo, esiste ancora e, all’orizzonte, non sembrano esserci segni di miglioramento.
Quali sono le alternative?
Qualcuno parla di “sostenibilità”. L’Europa sembra pure crederci. Che significa sostenibilità? Significa ammorbidire l’economia perché la “crescita” e il consumo non siano superiori a quello che la Terra potrebbe sopportare e fare della protezione dell’ambiente un "valore economico": riciclare e riutilizzare, far pagare chi inquina in modo che gli convenga non farlo, produrre da fonti rinnovabili, ecc. Funziona? Sembrerebbe di no: siamo in troppi sulla Terra e, come amano dire gli americani, non esistono pasti gratis. Produrre carburante e plastica dai cereali (carburante rinnovabile, è vero, ma bruciarlo non è così pulito) significa togliere cibo. Riciclare plastica e carta implica comunque un processo produttivo industriale, in ogni caso inquinante. Le industrie, costrette a spendere soldi per essere sostenibili, chiudono gli impianti e se ne vanno in zone più povere che non hanno tempo di imporre vincoli ambientali. Potrei continuare a lungo, ma volevo solo dare l''idea.
Altri parlano di decrescita felice cioè di cambiare completamente stile di vita: autoprodurre cibo, vestiti e tutto ciò che ci serve, lavorare meno perché si ha bisogno di meno soldi, rinunciare a tanti supporti tecnologici, e così via. In pratica, significherebbe tornare indietro. Funziona? Forse potrebbe, ma non vedo come si possano convincere milioni di persone a farlo.
La verità è che bisognerebbe almeno provare ad agire per davvero, in un nodo o nell'altro, e farlo in prima persona: non basta (o non serve) votare SI a un referendum poco chiaro e poi mettersi in macchina e bruciare carburante per andare, con la coscienza pulita, a fare una gita  “fuori porta”.

Dovremmo impegnarci, giorno per giorno, a essere un po’ più che sostenibili e un po’ meno che “decrescisti” e farlo tutti insieme. Ricordo un episodio di “Ai confini della realtà” (L’Ambasciatore) in cui un alieno si presentava alle Nazioni Unite annunciando di voler distruggere la Terra perché la nostra specie non si era dimostrata degna di esistere. Di fronte a questa minaccia le nazioni del pianeta riuscivano a stipulare una pace globale… Sarebbe il momento di unirci davvero tutti di fronte alla minaccia della distruzione del nostro pianeta. Ammesso che la nostra specie ne sia capace.

PS La vignetta l'ho presa qui

lunedì 23 giugno 2014

Energia e futuro


Si sente spesso dire in giro che la soluzione per il problema energetico c'è, è già disponibile e non viene applicata solo per colpa delle multinazionali, che bloccano ricerca e realizzazione per via dei loro interessi economici.
Quale sia poi quella soluzione, varia di volta in volta: quando va bene parliamo di rinnovabili, altrimenti si tirano in ballo misteriosi esperimenti di Tesla o altre fonti inesauribili e magiche.
Chiarisco subito: non sono un difensore delle multinazionali. Credo anche io che, quando l'unico criterio di scelta è il denaro, gli interessi dell'umanità e del pianeta passino in secondo luogo.
Il problema, però, è che la posizione espressa qui sopra è un comodo cuscino su cui far dormire la nostra coscienza. Ci sono dei cattivi che impediscono il progresso della scienza e quindi io non ho colpa.
La verità è che allo stato attuale, se vogliamo consumare come consumiamo, non c'è fonte alternativa che tenga.
Facciamo un esempio.
Il sole, dice qualcuno, riversa sulla terra ogni giorno una quantità di energia che è di gran lunga superiore ai nostri fabbisogni. Vero. Solo che noi non siamo piante: quell'energia non possiamo usarla così com'è, ma dobbiamo trasformarla. E qui cominciano i dolori di pancia: trasformarla significa usare processi inquinanti, per creare degli oggetti che, quando saranno dismessi, avranno un impatto non indifferente sull'ambiente. Inoltre per costruire i pannelli solari (ma anche le pale eoliche) occorrono degli elementi, chiamati Terre Rare, che, per l'appunto sono rare, stanno diminuendo in maniera preoccupante e si trovano soprattutto in Cina (alla faccia di chi dice che con le rinnovabili ci libereremmo dalla schiavitù verso pochi paesi possessori degli idrocarburi).
Oltre a ciò, c'è un problema di rete elettrica: l'energia non basta produrla, ma occorre anche portarla fino a casa. La rete elettrica ha un limite: l'energia elettrica in ingresso deve essere uguale, istante per istante a quella in uscita (e se questa condizione non venisse rispettata, avremmo un bel black-out) e quindi occorre gestire questo delicato equilibrio. I pannelli solari, inoltre, non avendo sistemi rotanti, non hanno inerzia rotatoria (che contribuisce a mantenere costante la frequenza della rete, ancora più importante della tensione). Per risolvere tutti questi problemi, si sta lavorando sulle Smart Grid e sull'immagazinamento dell'energia elettrica, ma anche le batterie necessarie a immagazzinarla contengono sostanze inquinanti (e derivano da processi inquinanti).
Insomma, la seconda legge della Termodinamica è sempre lì al varco ad attenderci, quando parliamo di energia.

Non c'è soluzione allora?
Personalmente mi sto convincendo sempre più che l'unica sarebbe cambiare stile di vita... Una società in cui i cittadini vengono ormai chiamati "consumatori" non può che consumare il mondo e produrre montagne di spazzatura e di sostanze nocive. Invece di chiederci come fare a eliminare la spazzatura e come produrre sempre più energia senza impattare sul mondo, iniziamo a chiederci: abbiamo davvero bisogno di consumare così tanto?

Permettetemi di fare una similitudine, per spiegare meglio il mio pensiero. Fino a poco tempo fa, si inscenavano delle gran proteste contro le antenne della rete cellulare messe in città, su palazzi o vicino a scuole. La gente non le voleva, temendo (e forse non a torto... prima o poi lo scopriremo) l'effetto delle onde elettromagnetiche. Quelle stesse persone, però, non pensavano neanche lontanamente a rinunciare al telefono cellulare. Volevano che prendesse sempre e ovunque, ma non volevano le antenne.
Il fatto è che, per come funziona una rete cellulare e per le leggi della fisica, una simile rete non si può realizzare in altro modo: non posso pensare di coprire un'intera città con una sola antenna messa ben distante e dare il servizio a ogni cittadino. Se non vi fidate, andate a leggervi qualcosa sul funzionamento dei cellulari.
Insomma, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, il telefono che prende ovunque e l'antenna a cento km di distanza, il livello di consumo energetico che abbiamo oggi e impatto zero sull'ambiente.
Dobbiamo scegliere.
Altrimenti sarà la il Futuro a scegliere per noi.

lunedì 5 settembre 2011

Non solo racconti...


Mi limito a un intervento rapido, solo per segnalare un articolo, anche se di tipo molto diverso delle pubblicazioni di racconti che cito di solito, presente sul numero 3 della rivista CyberCrime.
Se qualcuno avesse anche la curiosità di leggerlo, lo potete trovare, in versione pdf, qui

venerdì 27 marzo 2009

Sono solo materia?

Sulla riva di un fiume prendo un mani un sasso. Materia. È evidente: il sasso è materia. Anche la mia mano che lo regge è materia. Dunque IO sono solo materia. O no? Lancio il sasso in acqua. Da esso si propagano onde circolari. Si incrociano con altre onde. “Le onde non trasportano materia, ma solo energia.” Giusto! Nell’universo c’è anche l’energia. L’energia ha permesso, alla materia che costituisce la mia mano, di lanciare il sasso. L’energia illumina il fiume e mi permette di vedere il sasso che cade in acqua. L’energia muove il vento che mi accarezza. Energia. Sembra una parola magica. Chi cerca di vendere la magia o i fenomeni paranormali si aggancia subito al suono evocativo e misterioso di questa parola.  “C’era come un’energia che veniva fuori dalle sue mani.” “Guardatela questa foto. Vedete l’aura di energia che lo circonda? E ancora non ci credete?” Eppure l’energia è equivalente alla materia. E non lo dico io. Lo dice Einstein. E non ci credo solo perché lo ha detto lui che E=mc2 , ma perché poi altri ci hanno dato le conferme sperimentali.  Se domani un esperimento dimostrasse che quella formula è sbagliata, io tranquillamente vi direi: “Era inesatta. In quel momento era la migliore approssimazione che avevamo, ma era inesatta.” Voi, cari maghi, ce l’avete la forza di arrendervi di fronte all’evidenza? Ma allora è davvero tutta materia? Non c’è speranza per noi? Mi immergo nel lago.  Panta Rei. L’acqua che mi bagna non è mai la stessa. “Non posso bagnarmi due volte nello stesso fiume”. Neppure il mio corpo è mai lo stesso. Cambia momento per momento. Atomi prendono il posto di altri atomi, Cellule muoiono. Altre cellule nascono e prendono il loro posto. Eppure sono sempre io. Ci pensate mai a questo fenomeno straordinario? Vi chiedete mai quale sia il suo segreto? Come possono materia ed energia conservare la memoria di me? Semplicemente non ci sono solo materia ed energia.  La materia è solo l’hardware, il supporto di memoria. L’energia mette in moto la materia. Ma l’essenza è l’informazione.  Il mio aspetto è informazione conservata nei miei geni.  La mia mente è informazione conservata nel mio cervello. Pensateci: siamo informazione che ha preso coscienza di sé.

Nota: nella foto la versione dell'uomo di Leonardo che decora la facoltà di Fisica a Bari

martedì 10 marzo 2009

Dietro il click di un'interruttore...

La maggior parte di noi la sera entra in casa, accende la luce e pensa che bello essere a casa (o al limite che brutto, se a casa sua non sua non sta bene).  Forse qualcuno di noi, mentre l'interruttore fa click, si pone il problema dell'energia che sta sprecando, dell'inquinamento che provoca quella lampadina accesa, del petrolio che prima o poi finirà, del nucleare che fa tanta paura e spera che prima o poi si trovi una fonte di energia davvero pulita (purtroppo siamo ancora lontani da quell'obiettivo...) Magari una volta nella vita, guardando i tralicci dell'alta tensione lungo la strada, abbiamo meditato sul lungo cammino che fanno quegli elettroni per arrivare a casa nostra.  Fino a pochi giorni fa, però, io non avevo davvero idea di quanto fosse complesso il mercato dell’energia: una vera e propria borsa in cui i grossisti dell'energia si comprano dai produttori blocchi orari di energia elettrica con cui rifornire i propri clienti il giorno dopo. A questo segue un mercato di aggiustamento in cui si fanno gli ultimi scambi (il calcio-mercato degli elettroni… metafora quanto mai azzeccata se pensiamo che molti di questi arrivano dell’estero), e poi un ulteriore mercato in cui si risolvono le congestioni (mentre noi ci preoccupiamo del traffico che troveremo tornando dal lavoro). Pensate che sia complesso? Bene: oltre questo c’è una specie di monopoli in cui chi produce energia, avendo l’obbligo di immettere una certa quantità di energia rinnovabile nella rete può assolvere a quest’obbligo comprando dei Certificati Verdi da chi realmente tale energia rinnovabile la produce. Ed inoltre i distributori di energia sono obbligati a conseguire determinati obiettivi di risparmio energetico ogni anno. Ma possono assolvere a quest’obbligo comprando Certificati Bianchi da chi questa energia sul serio l’ha risparmiata. Ah, dimenticavo: sapete chi li paga questi certificati verdi e bianchi alla fine? Ovviamente noi, sulla bolletta…

nota: l'immagine è stata presa da qui

lunedì 27 ottobre 2008

Povera ricerca!

Di solito non metto filmati sul blog e lascio perdere la politica. 

Per una volta però voglio fare uno strappo: le condizioni in cui versa la ricerca scientifica in Italia ed il modo in cui Brunetta sta massacrando il nostro lavoro, richiedono che io dia il mio contributo, seppur piccolo, a diffondere la risposta dei precari al ministro:

giovedì 8 novembre 2007

Alice nel mondo di Quark

Sin da piccolo ho subito il fascino della scienza. Mi perdevo nei documentari di Piero Angela.
Chi dice che la scienza è priva di poesia non ha mai provato il brivido dietro la schiena nell'esplorare i misteri dell'universo, né la vertigine nel contemplare un periodo di tempo troppo lungo per essere pensato...prima di noi generazioni di uomini, australopitechi, dinosauri, creature sempre più semplici e prima ancora l'assenza stessa di vita, del nostro sistema solare, della materia e ancor prima del tempo e dello spazio... Guardavo quei documentari e andavo a letto con la testa che mi girava e la sensazione di essere troppo piccolo per essere reale. Mi facevano male e mi inebriavano sia l'idea di un tempo finito quanto quella dell'eternità. Chi dice che la scienza è noiosa non ha mai provato ad immedesimarsi nell'eccitazione della scoperta di Newton o Galileo, di Darwin o Fermi... aprire una porta su un'idea che nessuno prima aveva visto.
E anche i documentari naturalistici, mi piacevano: capivo che le favole che mi raccontavano erano davvero solo favole ed il mondo reale degli animali era fatto di lotta per la vita: terribile e affascinante. Il leone non era un re, più di quanto una jena si potesse fare davvero una risata. Eppure quelle storie erano per me molto più appassionanti delle favole sugli animali:vedevo che al di là della vita dell'uomo ve ne sono tante non meno vere e forse più difficili...il mondo potevo guardarlo con occhi che non fossero i miei e allora diventava davvero diverso. Stasera ho ascoltato dal vivo Alberto Angela che parlava di evoluzione umana. Milioni di anni, tante specie diverse di ominidi prima, uomini poi, che hanno abitato questa terra. Milioni di vite così diverse dalla nostra, milioni di storie mai raccontate...e mentre scrivo queste parole sento ancora la testa che gira nel contemplare un tempo troppo lungo e troppo vuoto di me...