venerdì 25 gennaio 2013

3 parole per il 2013


Nel suo blog Penna Blu, Daniele Imperi ha dato avvio a una bella iniziativa. Più che un corso di scrittura, è una sorta di percorso di auto-consapevolezza per scrittori (laddove, specifica, si deve considerare scrittore, semplicemente, chi scrive).
Anche se sono indietro rispetto ai suoi post, provo a iniziare a seguire questo cammino dall'inizio:

Il mio percorso "letterario" del 2012 è stato "scarsino" dal punto di vista della costanza. Sono riuscito a scrivere alcune cose brevi (micro-racconti) andando dietro alle iniziative della Delos (a proposito, è già acquistabile 365 Storie d'Amore, in cui ce n'è uno mio, e nel corso di quest'anno uscirà "Il magazzino dei mondi 2" con tre miei racconti) e un po' più lunghi andando dietro a quelle delle Edizioni Scudo (sono in trepitante attesa dei notizie suk volume sui Supereoi Europei).
Ho anche avuto un'idea molto buona per un romanzo, che ho iniziato a sviluppare (primi personaggi, ambientazione, punti principali della trama e scene iniziali) ma poi è rimasto lì.
Aggiungo che, se da una parte penso di aver raggiunto un buon livello di scrittura nella narrativa (va bene, uno non se lo può dire da solo, ma di sicuro se confronto quello che scrivo oggi con quello che scrivevo anni fa, sono parecchio migliorato), devo lavorare per migliorare la costruzione dei personaggi.
Ecco, allora, le mie tre parole per il 2013:
  1. COSTANZA: ammetto che le condizioni al contorno non sono facili. Ma quando a notte tarda rinuncio a scrivere dicendomi che è tardi e devo andare a riposare e poi finisco coll'andare a dormire tardi lo stesso, magari facendo zapping in TV o perdendomi nella fascia oraria delle Bermuda, allora meglio sarebbe stato se avessi scritto un po'.
  2. ROMANZO: è ora che passi dai racconti a qualcosa di più lungo. L'idea ce l'ho, devo solo trovare la costanza di svilupparla.
  3. PERSONAGGI: devo migliorare il mio modo di lavorare su psicologia, comportamento, dialoghi e tutto ciò che rende un personaggio degno di prendere vita nella memoria del lettore

Direi che di lavoro da fare ne ho: allora, pronti, via!

martedì 22 gennaio 2013

Classici?


Ero con mia moglie in una libreria per ragazzi a cercare libri per nostra figlia (comincio a farmi una cultura sul tema e ho già i miei autori preferiti nella coppia Julia Donaldson e Alex Scheffler), quando una signora e sua figlia si sono avvicinate al libraio.
"Salve. Cercavamo dei libri per lei" dice la signora indicando la bambina. "Ma, mi raccomando, a noi piacciono i Classici!"
"Cosa intende per Classici?" le chiede il libraio.
La domanda mi sembra sensata: la donna sarà più orientata verso i Fratelli Grimm? O verso Rodari? O magari Mark Twain e Stevenson? O forse potrebbe essere contenta di un libro satirico settecentesco, come i viaggi di Gulliver spesso proposto ai bambini per la scatenata fantasia dei popoli descritti da Swift?
"Beh", la signora sembra quasi offesa per l'ovvietà della domanda che presuppone un altrettanto ovvia risposta, "i classici Disney!"
E per essere sicura che il libraio testa di legno abbia capito, mostra un volume tratto dall'ultimo film della Disney, Brave. "Come questo, insomma!"