martedì 13 ottobre 2015

Ebbene, The Martian l'ho visto pure io...

“The Martian” (mi rifiuto di chiamarlo con il brutto titolo italiano) è (insieme a Inside Out) il film del momento e ne hanno parlato praticamente tutti i blog che seguo… Cosa potrei dire in più? Niente.
Dato, però, che la ricerca del tempo per andare al cinema è diventato, per me, l’equivalente di una caccia al tesoro, il fatto di averlo visto in sala mi riempie di tale entusiasmo che qualcosa volevo scriverlo pure io.

Cominciamo: avevo letto il libro e ne ero rimasto entusiasta. Pur riconoscendo e non potendo negare i limiti presenti in alcune critiche trovate in rete (scarso spessore psicologico dei personaggi, protagonista privo di veri cedimenti anche nelle situazioni disperate, semplicismo del messaggio che chiude il libro…) francamente non riesco a dare peso a questi elementi. Probabilmente per la letteratura non sarà un capolavoro, ma il romanzo mi ha divertito, appassionato e, soprattutto, mi ha dato una folata di ottimismo non indifferente. Sono abituato a leggere romanzi dai toni cupi, distopici, privi di speranza e, a chi si lamenta dell’eccessivo pessimismo della fantascienza contemporanea di solito, pongo l'obiezione che ormai non si può guardare al futuro senza averne paura. Eppure questo libro mi ha in parte fatto ricredere: forse hanno ragione quegli scrittori che proclamano la necessità di una fantascienza ottimista (http://www.fantascienza.com/11555/e-il-momento-della-fantascienza-ottimista) come stimolo a creare un futuro migliore. O almeno, qualche libro più positivo di tanto in tanto fa bene leggerlo.

Ma veniamo al film: ero preoccupato dall’eccessiva semplificazione che il mezzo cinematografico avrebbe comportato (come in effetti è stato: riduzione all’osso delle spiegazioni, eliminazioni delle difficoltà del viaggio verso il cratere Schiapparelli, scena finale spettacolarizzata con quell’aggancio al volo che… vabbè…). Però, globalmente, il film mi ha lasciato soddisfatto: il senso del libro non si perde, senza che sia necessario sottolinearlo esplicitamente e con troppa retorica (il primo trailer faceva pensare il contrario), la complessità dell’organizzazione della NASA non viene toccata (temevo in un crollo del numero dei personaggi) e l’umorismo del personaggio passa, senza essere inserito in maniera eccessiva (comprimendo il tutto in due ore, il rischio c’era).
Insomma, un buon lavoro che vale la pena vedere. Certo, se davvero volete stare insieme Watney su Marte per lungo tempo e vivere la difficoltà di un posto così alieno, dovete leggere il libro: il film passa troppo in fretta e quasi non ci si rende conto di quanto sia durata la sua permanenza. Ma il libro è quasi sempre più bello del film, no?

2 commenti:

Roberto Paglia ha detto...

Vero, il libro è quasi sempre più bello del film. Recensione molto gradita, grazie!

Angelo ha detto...

Grazie, Roberto