venerdì 8 luglio 2016

Mai dire non comprerò più Nathan Never


Nathan Never è il più americano dei fumetti Bonelli e non parlo dell’ambientazione, ma di certe logiche del fumetto: la continuity, gli spin off (primo fra tutti quello di Legs), i grandi eventi (per esempio la Saga Alfa, quella di Atlantide, la guerra dei mondi) dopo i quali “nulla sarà come prima”, le morti di personaggi importanti (che, a differenza di quello che avviene nelle testate di oltreoceano sono definitive) e, ora, la nuova narrazione delle origini del personaggio che sta avvenendo con Anno Zero (titolo che, non a caso, richiama l’Anno Zero di Batman).
Ho seguito per tanto tempo, con affetto, il personaggio e, fino a un certo punto, con entusiasmo. C’è stato un momento in cui, però, le trame hanno cominciato a deviare sempre più verso il giallo (anche per colpa del numero eccessivo di pagine da mandare in edicola ogni mese) e la fantascienza è diventata un pallido ricordo nella serie. Per questo avevo smesso di seguirlo. Quando c’è stato il “reboot” post guerra dei mondi ho provato a riprenderne qualche numero, ma sono rimasto deluso: la sensazione era che, invece di rinnovare la serie, si stessero tentando di riproporre stancamente le atmosfere dei primi numeri.

Ora, con il venticinquesimo anno di presenza nelle edicole, bollivano in pentola iniziative interessanti, così ho deciso di riprovarci. Ho trovato piuttosto deludente il numero 300, a partire dalle "citazioni" pedisseque di Matrix: va bene omaggiare un film, ma prenderne di peso l’ambientazione e usarla per fare metà dell’albo mi è parso eccessivo. Poi, però, ho letto i primi due numeri di Anno Zero e mi hanno conquistato. Pur essendo poco presente la fantascienza, vi ho trovato una storia avvincente e cupa, che prende allo stomaco e che gioca in modo sapiente con i personaggi. Non so se questa nuova narrazione entrerà in continuity col personaggio (alcuni degli eventi visti nel secondo numero sembrano davvero poco coerenti con quello che sappiamo… staremo a vedere) o rappresenteranno una sorta di realtà alternativa, ma era da tanto che non aspettavo un’uscita di NN con trepidazione.

Devo dire che anche il numero 301 mi è piaciuto e, direi, anche “sconvolto” per alcune scelte estreme di sceneggiatura che sono curioso di vedere come saranno risolte. Quindi, per ora, Nathan, sono tornato. Vediamo quanto tempo riuscirai a tenermi con te.

4 commenti:

Roberto Paglia ha detto...

Interessante questo ritorno di fiamma, relativamente ai fumetti a me non capita praticamente mai, ed è un vero peccato. Fammi sapere come va a finire! :)

Angelo Frascella ha detto...

Grazie Roberto.

Ultimamente ci avevo riprovato con Dylan Dog, ma l'ho rimesso da parte.
Bisogna dire che c'è anche il fattore "spazio" che rende più difficile seguire i Bonelli (casa dei miei è strapiena di albi e loro ogni tanto mi chiedono: che ne facciamo! Io non me la sento di disfarmene, ma a casa mia non ci sarebbe spazio per metterli...)

Andrea C. ha detto...

anche io grande lettore di nathan never...a un certo punto avevo pensato di mollarlo...lo compro fin dal primo numero...il 301 sembra un importante momento di svolta. speriamo bene.

Angelo Frascella ha detto...

Speriamo, Andrea...