martedì 30 ottobre 2012

Fa piacere trovare una recensione "indipendente" a Fantaweb 2.0. Fa ancora più piacere il fatto che sia positiva e che si ospitata da un bel blog che tratta con cognizione di fantascienza.

Alcuni brani tratti dall'articolo:

...in FANTAWEB 2.0 ci sono undici racconti onesti, [...] di quelli che si scrivevano una volta e che ci ricordano che la fantascienza è- o dovrebbe essere- prima di tutto una narrativa di idee, di sollecitazioni in cui anche l'elemento escapista - che c'è e che ci deve essere- non è mai espresso in maniera banale.
La fantascienza, ma anche il gotico italiano (sia pure in misura molto minore), secondo il mio umile parere, molto spesso patiscono un fastidioso effetto da "vorrei ma non posso", quasi un complesso d'inferiorità rispetto alle loro controparti d'oltreoceano.
[...]
Per fortuna però, questo non avviene nel caso in esame ed è questo il motivo per cui questa semplice antologia mi è piaciuta.
 ...una piacevole sorpresa che mi ha dato qualche ora di relax ( e lo sa solo il cielo di quanto ne avessi bisogno), da provare sicuramente e che restituisce fiducia nei confronti della narrativa italiana. Sempre meglio poi dell' ennesima ristampa di Asimov.

mercoledì 3 ottobre 2012

Il ciclo perfetto



Quando noi fan della fantascienza (mi ci metto anche io in mezzo) parliamo dei mostri sacri del genere, quando disquisiamo di quei pilastri che da sempre sostengono la nostra immaginazione e ci avventuriamo in quei discorsi che ci esaltano in un modo tale che la gente al di fuori della nostra “misteriosa setta” fatica a capire, aleggia, attorno a noi, una sorta di schizofrenia da fan: intendo quel doppio giudizio per cui ciascuno di noi idealizza questo o quel ciclo e, al tempo stesso, ne è intimamente insoddisfatto.
Mi spiego meglio.
Star Wars. Guai a chi ce lo tocca. Le nostre donne volenti o nolenti se lo devono sorbire e dire che gli piace. Però…
Quell’ultimo episodio…
Gli Ewoks… Bleah.
 Ma ce li dovevano proprio mettere. E sì, Il Ritorno dello Jedi non è assolutamente all’altezza.
(E non parliamo della nuova trilogia).
La Fondazione di Asimov. Ah che grande lettura.
Però…
...il Buon Dottore doveva proprio scriverli quei romanzi aggiuntivi a trent’anni di distanza?
Ah, Matrix.
Grandioso.
Il primo. Ma gli altri tre?
Ah, Dune. Stupendo. Poi però romanzo dopo romanzo peggiora. E Hyperion? Capolovoro. Il primo. Gli altri no.
E così via.

Mi chiedo: i lettori di fantascienza sono particolarmente acidi? Mai sentito i lettori di gialli dire che Camilleri doveva fermarsi e Conan Doyle, poverino, per poco non si trovava Kathy Bates a dirgli “Sherlock non deve morire”. E avete mai sentito un lettori di Fantasy dire che il Ritorno del Re non è all’altezza della Compagnia dell’anello? Più facile incontrare un elfo
O è la fantascienza a essere un genere da maneggiare con le molle.
Non è forse meglio per lo scrittore (o regista) lasciare perdere le N-logie e scrivere romanzi singoli, che se proprio gli esce un capolavoro, capolavoro rimarrà?
E, soprattutto, esiste, secondo voi il ciclo fantascientifico perfetto? Quello in cui l’autore non ha sbagliato un colpo?

PS Si vocifera di un seguito di Blade Runner…. Vate Retro…